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Le Immunoglobuline

Catene leggere K e lambda Proteine di Bence Jones

Immunocomplessi circolanti CIC Crioglobuline

  

Le immunoglobuline (Ig) sono glicoproteine costituite da quattro sub unità: una coppia di proteine dette catene pesanti H (Heavy) e una coppia di proteine dette catene leggere L (light). Le due catene pesanti sono unite tra di loro e ad ognuna di esse è legata una catena leggera.

Le Ig vengono prodotte dai linfociti B nel loro stadio di differenziazione finale ma soprattutto dalle  plasmacellule e sono raggruppabili in cinque differenti classi: IgG, IgA, IgM, IgD e IgE. Ogni classe d’immunoglobulina è caratterizzata da una differente catena pesante avendo invece in comune le catene leggere che sono solo di due tipi dette k e λ. Ogni plasmacellula produce un solo tipo di catena pesante ed un solo tipo di catena leggera.

Da un punto di vista funzionale le IgG sono le più importanti e diffuse e rappresentano la memoria immunitaria di un soggetto;  sono costituite dalla catena pesante  γ e determinano l’attivazione del sistema del complemento legandosi ai leucociti ed ai macrofagi  e favorendo i fenomeni di fagocitosi.

Valori di riferimento:

Nell’adulto 800 – 1800 mg/dl. Nel bambino sino a 11 anni 350 – 1180 mg/dl

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunodiffusione

Le analisi non sono in convenzione con il Servizio Sanitario

Necessitano di digiuno

Non necessitano di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 3 giorni lavorativi

le IgA  sono seconde per concentrazione ematica, sono costituite dalla catena pesante  α  e rappresentano la risposta immunitaria nei liquidi di secrezione come saliva, il latte e le secrezioni  dell’apparato digerente e respiratorio.

Valori di riferimento:

Nell’adulto 90 – 450 mg/dl. Nel bambino sino a 11 anni 45 – 260 mg/dl

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunodiffusione

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Il tempo di esecuzione è di 3 giorni lavorativi

le IgM presentano la catena pesante  µ  e sono la classe anticorpale che si attiva per prima in risposta ad un nuovo antigene. Pertanto sono le prime a comparire in corso di una nuova infezione precedendo la produzione delle IgG.

Valori di riferimento:

Nell’adulto 50 – 370 mg/dl. Nel bambino sino a 11 anni 40 – 210 mg/dl

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunodiffusione

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Le  IgD sono scarsamente rappresentate e sono coinvolte nella trasformazione dei linfociti B in plasmacellule  e presentano la catena pesante δ.

Le IgE sono normalmente presenti a bassissima concentrazione ma sono le immunoglobuline responsabili dei fenomeni allergici e della risposta ai parassiti. La catena pesante che le costituisce è detta ε.

 

Se valutiamo le immunoglobuline tramite un protidogramma elettroforetico vedremo la loro migrazione nelle gamma globuline con la distribuzione in una banda larga e relativamente bassa.  Un aumento diffuso delle gamma globuline si può osservare, in particolare per aumento delle IgG, in caso di molte malattie infettive ed autoimmuni come ad esempio le collagenopatie e l’artrite reumatoide; in tutte queste situazione è aumentata la produzione di Ig di varia natura (policlonale) e pertanto la loro migrazione avviene in tutta la banda a disposizione.

Di ben altra natura è il picco che possiamo osservare nelle patologie monoclonali in cui l’immunoglobulina in eccesso è di un solo tipo in quanto prodotta da una sola tipologia di plasmacellula. Pertanto da punto di vista elettroforetico la migrazione avverrà in un unico picco con banda molto stretta.

In altre termini se l’aumento delle Ig avviene per l’attivazione di una popolazione eterogenea di plasmacellule la migrazione avverrà su tutta la banda viceversa se la produzione dipende da un solo tipo di plasmacellula avremo un picco monoclinale.

Vi sono varie patologie che determinano un picco monoclonale come il mieloma multiplo, la macroglobulinemia di Waldenstrom, l’amiloidosi, le sindromi con crioglobuline. Si possono osservare saltuariamente picchi monoclonali si alcune leucemie (linfatica cronica), in gravi infezioni, in neoplasie intestinali e in tumori mammari.

Esiste anche una condizione detta MGUS (monoclonal gammopathy of unknown significance) o gammopatia monoclonale di significato indeterminato in cui non si individuano patologie in atto  causa della monoclonalità. La MGUS è dovuto ad un clone di plasmacellule producenti Ig che può persistere per molti anni, anche per decenni, senza che si abbia l’evoluzione verso un quadro neoplastico o altra patologia.

In ogni caso la presenza di un picco monoclinale è indice della presenza di notevoli quantità di Ig prodotte da una sola tipologia di plasmacellula.

 

Catene Leggere K - Catene leggere lambda - Proteine di Bence Jones


In condizioni di picco monoclonale è utile il dosaggio delle catene leggere; ricordiamo che ogni plasmacellula produce un solo tipo di catena pesante ed un solo tipo di catena leggere; le catene leggere sono prodotte in quantità maggiore delle pesanti e quindi quelle non utilizzate entrano nel circolo ematico costituendo le così dette catene leggere libere.

In caso di picco monoclonale è possibile anche dosare le proteine di Bence Jones; si tratta di catene leggere monoclonali di tipo k o λ, dal peso molecolare molto basso che pertanto passano con facilità nelle urine dove possono essere individuate.

Valori normali:

catene K nel sangue 200 – 410 mg/dl, nelle urine 0.1 – 1.5 mg/dl

catene Lambda nel sangue 110 – 240 mg/dl, nelle urine 0.1 – 1,5 mg/dl

Proteina di Bence Jones: assente.

La tecnica utilizzata per la determinazione è turbidimetrica

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Immunocomplessi circolanti CIC


Gli immunocomplessi sono costituiti dall’unione tra una immunoglobulina ed il suo antigene, nel caso in cui questo insieme non sia localizzato a livello tissutale ma sia presente nel sangue si parla per l’appunto di immunocomplessi circolanti.

Normalmente gli immunocomplessi, che si formano in tutte le risposte immunitarie dell’organismo, sono rimosse dal  circolo ematico ad opera dei macrofagi e delle cellule polimorfonucleate.

Quando sono presenti troppi CIC o quando vi sono fattori interferenti che ostacolano la loro rimozione si ha loro deposizione nell’endotelio dei vasi con attivazione del complemento ed insorgenza di una risposta infiammatoria molto importante. Ciò può essere presente nelle vasculiti, nelle glomerulonefriti, nell’artrite reumatoide ed in varie malattie autoimmuni.

Valori normali 0 – 1,5 mcg/dl

La tecnica utilizzata per la determinazione è EIA

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Le immunoglobuline possono inoltre essere valutate con la tecnica dell’immunoelettroforesi in cui alla normale elettroforesi si aggiunge una immonoprecipitazione. In questo modo si evidenziano archi di precipitazione corrispondenti ad ogni immunoglobulina. L’uso di questa indagine è utile soprattutto per meglio definire una condizione di picco monoclonale.

 Crioglobuline

Le crioglobuline sono Ig che presentano un comportamento molto peculiare precipitando a temperature inferiori a 37° in modo reversibile. Per precipitazione si intende la perdita di solubilità della proteina nel plasma.

Nel soggetto portatore di crioglobuline la precipitazione avverrà nei distretti più freddi come le dita delle mani e dei piedi.

Le crioglobuline sono presenti in molte malattie neoplastiche, autoimmuni ed infettive in particolare nell’epatite C.

Sono classificate in tre gruppi:

Crioglobuline I con immunoglobuline monoclonali

Crioglobuline II con immunoglobuline monoclonali legate a Ig policlonali.

Crioglobuline III con immunoglobuline policlonali.

Le crioglobuline di tipo I sono presenti nel Mieloma Multiplo e nella Macroglobulinemia di Waldenstrom.

Le crioglobuline II e III sono prevalentemente presenti nelle malattie infettive ed autoimmuni.

Valori normali: assenti

La tecnica utilizzata per la determinazione è chimico

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Argomenti correlati: fattori del complemento e protidogramma elettroforetico

   

 

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