Le proteine della fase acuta e gli inibitori delle proteasi

Alfa 1 antitripsina Proteina C reattiva PCR Alfa 1 glicoproteina
Aptoglobina Ceruloplasmina Mucoproteine

Con il termine di proteine della fase acuta si indicano molte differenti tipi di proteine coinvolte a vario titolo nei fenomeni infiammatori su base infettiva e nelle condizioni degenerative che inducono un quadro flogistico. Il termine non è comunque utilizzato per indicare proteine come le immunoglobuline o i fattori del complemento che hanno un ruolo specifico nella risposta immunitaria. Viceversa gli inibitori delle proteasi sono proteine che bloccano gli effetti e l’azione degli enzimi proteasici.

Alfa 1 antitripsina

L’alfa 1 antitripsina è una glicoproteina, prodotta a livello epatico, che costituisce gran parte delle alfa 1 globuline. E’ il principale inibitore delle proteasi tramite il suo legame con enzimi come la tripsina, la collagenasi e l’elastasi. La sua importanza è soprattutto correlata al deficit o all’alterazione congenita che determina la mancata protezione del tessuto polmonare dall’azione delle proteasi. E’ noto che nei polmoni vengono liberati dai globuli bianchi enzimi proteasici in conseguenza di fattori esterni irritanti o infettanti, l’alfa 1 antitripsina impedisce che questi enzimi, pur necessari, comportino danni alveolari. E’ da ricordare inoltre che le proteasi sono prodotte anche dai batteri in corso di infezioni respiratorie.  In conseguenza del deficit si manifestano gravi patologie polmonari (broncopneumopatie cronico ostruttive, bronchiectasie) ma anche elevazione degli enzimi epatici non collegati ad altre evidenti epatopatie. Alfa 1 antitripsina aumenta in tutte le condizioni di flogosi cronica e mieloma multiplo.

Proteina C reattiva ( PCR )

E’ la più classica delle proteine della fase acuta, è prodotta dal fegato e dal tessuto adiposo; ed aumenta in modo estremamente precoce in caso di malattie infettive, infiammatorie, autoimmuni, traumi, interventi chirurgici, eventi trombotici. Essendo la PCR alta un elemento molto comune ed aspecifico, il suo uso clinico-diagnostico è per lo più correlato al monitoraggio di una patologia. Non è nota la sua funzione anche se si suppone che svolga un ruolo nella risposta immunitaria forse per attivazione della cascata del complemento e della risposta cellulo-mediata. Recentemente è stata evidenziata un’associazione tra lievi aumenti della proteina C reattiva ed una condizione infiammatoria dell’endotelio che può essere alla base dell’ischemia cardiaca. E’ stato dimostrato che aumenti anche modesti della PCR sono individuabili in soggetti con maggior rischio di infarto del miocardio. Il problema nella pratica di laboratorio è che le minime elevazioni di questa proteina non vengono individuate dai comuni metodi diagnostici finalizzati esclusivamente alle condizioni di elevazione della PCR in corso di malattie infiammatorie; E’ stato pertanto introdotto un test detto ad alta sensibilità o high sensitivity (hs-PCR).

Aptoglobina

L’aptoglobina è una proteina della fase acuta il cui scopo è quello di legare l’emoglobina con un legame non reversibile al fine di impedire la perdita di ferro a livello urinario. Il complesso emoglobina-aptoglobina viene successivamente degradato con recupero del ferro. L’azione dell’aptoglobina è fondamentale in caso di crisi emolitica, si calcola infatti che possa legare circa 3 grammi di emoglobina impedendo la sua perdita urinaria che potrebbe indurre un danno renale. L’aptoglobina diminuisce in caso di neoplasie, epatopatie croniche e crisi emolitiche ed aumenta in caso di risposte infiammatorie.

Ceruloplasmina

La ceruloplasmina è una glicoproteina della fase acuta prodotta a livello epatico con compiti di trasporto essendo deputata a legarsi al rame. Proprio il legame tra rame e ceruloplasmina determina una colorazione bluastra che è alla base del suo nome (coeruleus - blu) La sua sintesi oltre ad essere incrementata in tutte le condizioni infiammatorie e neoplastiche, è aumentata anche dagli estrogeni come avviene in gravidanza ed in corso di terapie estrogeniche. Verosimilmente è anche coinvolto nel metabolismo del ferro ed ha proprietà antiossidanti. Esiste un deficit congenito ed uno acquisito in corso di sindrome nefrosica, defedazione e malnutrizione. I valori di ceruloplasmina sono praticamente indosabili in corso di morbo di Wilson.

Mucoproteine

Si tratta di glicoproteine prodotte a livello epatico che aumentano in caso di processi infiammatori, necrotici e neoplastici in particolare se interessanti il collagene. Probabilmente questi fenomeni inducono la liberazione di sostanze che a livello epatico inducono un aumento della produzione di mucoproteine Aumentano nelle sindromi nefrosiche, nell’ittero da stasi e nell’artrite reumatoide. Migrano sia nelle alfa che nelle beta globuline.

Alfa 1 glicoproteina acida

E’ la principale delle mucoproteine ed è anche detta meno comunemente orosomucoide; si tratta di una proteina della fase acuta sintetizzata, come  nel fegato e facente parte delle mucoproteine. Aumenta pertanto in tutti i quadri flogistici infettivi e autoimmuni ma anche in condizioni neoplastiche. Ha basso peso molecolare e può pertanto essere eliminata a livello renale in caso di glomerulonefrite o sindrome nefrosica aumentando la proteinuria. Oltre che nella fase acuta l’alfa 1 glicoproteina aumenta nell’ittero ostruttivo mentre diminuisce nell’ittero epatocellulare.