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Ves - Velocità di eritrosedimentazione

La VES è una delle analisi di laboratorio più comuni e non manca quasi mai all’interno di un pannello di screening; molto spesso le viene attribuita più importanza di quanto realmente ne abbia anche perché il paziente interpreta facilmente il risultato e si allarma o rassicura in ragione della sua normalità o meno, il medico d’altro canto utilizza la VES come indice aspecifico a largo spettro utile per valutare la condizione sanitaria riferibile a molte condizioni patologiche anche se in modo grossolano. Il problema della VES è proprio la sua aspecificità risultando alterata in moltissime patologie di natura completamente diversa, inoltre il valore della VES non è proporzionato in alcun modo all’entità e alla gravità della malattia ed al suo andamento. Infine la VES non consente di escludere alcuna patologia anche in caso di risultato normale. In un certo qual modo la fortuna diagnostica della VES si basa sulla sua capacità, ripeto assolutamente aspecifica, di indicare una condizione di alterazione che può essere più precisamente individuata con successive analisi. Paradossalmente è molto più utile eseguire la VES in un soggetto sano come screening che in un soggetto malato come controllo dell’andamento della malattia. In altre parole la VES alta è una spia che si accende e che ci informa che qualche cosa non va, sta al medico con ulteriori indagini e controlli capire il problema.

Altro elemento caratterizzante la VES è la sua rapidità, semplicità ed economicità di esecuzione che l’hanno resa un’analisi di primo livello. Il termine VES, o meno frequentemente V.E.S., è l’acronimo di velocità di eritro-sedimentazione, ossia la velocità con cui i globuli rossi (sinonimi emazie o eritrociti) e le altre cellule del sangue tendono a sedimentare all’interno di un particolare capillare graduato detto tubo di Westergren. Fisiologicamente i globuli rossi in sospensione sedimentano poco se restano separati gli uni dagli altri mentre se si aggregano e costituiscono ammassi cellulari sedimentano molto più velocemente. Questo fenomeno è maggiore in rapporto con le dimensioni degli aggregati; il fenomeno di aggregazione è contrastato dalle cariche elettriche di membrana dei globuli rossi mentre è facilitato dalle proteine dell’infiammazione. La VES pertanto è regolata dall’equilibrio tra i fattori pro sedimentazione (proteine ed in particolare il fibrinogeno, la proteina C reattiva, le IgM e l’alfa 1-macroglobulina) e anti sedimentazione (carica negativa di membrana degli eritrociti). Gli aggregati che si formano sono detti rouleaux e sono eritrociti impilati gli uni sugli altri; normalmente si individuano tre distinte fasi nella sedimentazione, nella prima si formano i rouleaux e non vi sono grandi fenomeni di sedimentazione, nella seconda i rouleaux si aggregano ulteriormente tra di loro e tendono a sedimentare, nella terza c’è una notevole accelerazione della sedimentazione ed i rouleaux si accumulano nel fondo della provetta. Come abbiamo visto tutti i fenomeni che inducono aumento della VES si basano su fattori infiammatori, conseguentemente essa aumenterà in quasi tutte le patologie in cui il fenomeno flogistico è presente ed il suo aumento sarà correlato con l’entità dell’infiammazione che non necessariamente sarà correlata con la gravità della malattia. Pertanto la VES risulterà aumentata soprattutto in corso di malattie reumatiche ed autoimmuni, infettive e neoplastiche. Si avrà aumento della VES anche in ogni condizione di necrosi dei tessuti o di riassorbimento degli stessi come avviene in caso di traumi, ustioni, interventi chirurgici, ictus, infarto o anche tromboflebiti o emorragie.

Altre condizioni patologiche di aumento della VES sono la gotta, l'ipertiroidismo, le anemie, le allergie ed i quadri congeniti o acquisiti di iperprotidemia. Tra queste la condizione più comune sicuramente quella connessa con l’anemia, infatti il valore della VES è influenzato dall’ematocrito (rapporto tra la parte corpuscolata e la parte liquida del sangue) nel senso che tanto minore è l’ematocrito tanto maggiore e la VES. Pertanto in caso di anemia si avrà una riduzione dell’ematocrito ed un aumento della VES.

Condizioni fisiologiche di aumento della VES sono il ciclo mestruale, l'età, la gravidanza e la condizione post parto.

Le condizioni di riduzione della VES sono meno frequenti ed in ogni caso meno indicative in quanto una VES bassa può essere assolutamente normale. Si tratta di quadri collegati allo scompenso cardiaco, alla policitemia con il meccanismo inverso a quello delle anemie, alla malnutrizione per la condizione di ipoprotidemia, alla coagulazione intravasale disseminata (CID), alle terapie anticoagulanti, alla ipofibrinogenemia.

Storicamente la prima descrizione di un test simile alla VES si deve a Edmund Biernacki medico polacco che alla fine dell’800 dimostrò il variare della velocità di precipitazione delle emazia nelle malattie infettive. Il test venne poi standardizzato da Westergren nel 1918. Esistono due principali metodi di esecuzione della VES, il metodo Wintrobe ed il metodo Westergren che è il più diffuso. La differenza tra i due è data dal diametro e dalla lunghezza del capillare utilizzato. Attualmente la VES viene valutata dopo 1 ora di sedimentazione, nel passato si utilizzava anche la VES a 2 ore ed il così detto indice di Katz dato dalla media della VES ad 1 ora e quella a 2 ore. Si tratta di indagini ormai obsolete.