Emocromo

L'emocromo può essere considerato il principe delle analisi di laboratorio, l'indagine sempre necessaria da cui tutto parte e tutto torna. Esso infatti fornisce numerose importanti informazioni riguardanti le cellule presenti nel sangue circolante; tali cellule vengono tutte prodotte da una unica cellula originaria , la “Cellula Staminale Ematopoietica” dalla quale derivano tre linee cellulari (Globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) che nel loro sviluppo assumono funzioni e caratteristiche profondamente diverse, e che tramite l'esecuzione dell'emocromo vengono valutate nel sangue circolante. Tali linee cellulari sono costituite da:
Globuli rossi (o eritrociti o emazie) che contengono l’emoglobina (Hb), una proteina molto complessa al cui interno è presente un atomo di ferro, che trasporta ai vari tessuti del corpo l’ossigeno catturato nei polmoni durante la respirazione scambiandolo con l'anidride carbonica. La riduzione di Hb causa le varie forme di anemia, causate da molteplici malattie che possono determinare un deficit di produzione, una lisi o una perdita emorragica dei globuli rossi. L’utilizzo, ormai universalmente diffuso, di apparecchiature automatiche, permette di ricavare una serie di altre informazioni utili, quali il volume medio dei globuli rossi (MCV), la quantità media (MCH) e la concentrazione media (MCHC) di emoglobina per globulo rosso, la variabilità di dimensione dei globuli rossi (RDW).
Un ulteriore indicazione fornita dall'emocromo è l'ematocrito (HCT) che indica il rapporto tra la parte corpuscolata, quindi le cellule, e la parte liquida del sangue.
Interpretando nel loro insieme questi dati il medico può indirizzare la diagnosi verso una forma o un altra di anemia.
Globuli bianchi (o leucociti), sono divisi in cinque diverse tipologie dette neutrofili, linfociti, moniciti, basofili ed eosinofili; presiedono i meccanismi dell’immunità, tra i quali la difesa dalle infezioni sia batteriche che virali. Per tale motivo il loro numero è relativamente variabile, seppure entro limiti definiti. Il loro rapporto percentuale è espresso dalla “Formula leucocitaria”, valutata dall’analizzatore automatico ma che, quando alterata rispetto alla norma, necessita di un controllo microscopico morfologico da parte dello specialista.
Fisiologicamente nella donna in gravidanza e nel bambino abbiamo valori dei globuli bianchi più elevati e, in quest'ultimo, anche una inversione della formula con linfociti più rappresentati dei neutrofili.
Piastrine, il cui ruolo in numero adeguato è essenziale per il processo della coagulazione del sangue, e pertanto arresto delle emorragie, sia esterne che interne. Il numero delle piastrine è compreso tra 150 e 400 per nl, in effetti l'efficienza della loro azione e tale per cui per avere una condizione di rischio emorragico bisogna scendere ad di sotto dei 15 - 20 piastrine nl. Relativamente frequente, soprattutto nell'anziano, è la condizone di aumento del numero delle piastrine senza che vi sia un aumento del rischio trombotico, vengono infatti valutate come piastrine frammenti citologici che non hanno alcun potere aggregativo.
In ultimo ricordiamo come in alcuni soggetti l'anticoagulante (EDTA) comunemente utilizzato nell'esecuzione dell'indagine non ha un corretto effetto, in questto caso è opportuno ripetere l'emocromo usando un altro anticoagulante come il sodio citrato.