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Mononucleosi - Epstein barr virus EVB

L'Epstein-Barr virus (EBV) è un virus a DNA appartenente al gruppo degli Herpes virus che possiede alcune caratteristiche molto peculiari, la prima di queste, comune ad altri Herpes virus, è quella di poter rimanere latente anche per tutta la vita dopo l'infezione primaria, inoltre esso è il più comune virus associato a neoplasie. Il suo nome è l'eponimico dei suoi scopritori che evidenziarono la sua associazione con il linfoma di Burkitt, successivamente l'EBV fu individuato essere l'agente infettivo della mononucleosi infettiva. La sua diffusione nella popolazione è elevatissima anche se il quadro clinico di insorgenza può essere del tutto silente o poco sintomatico ovvero con un quadro clinico importante caratterizzato da febbre elevata ed intenso interessamento faringeo. Normalmente nel bambino la sintomatologia è scarsa o assente mente nell'adulto si ha più di frequente febbre, mal di gola e linfoadenopatia con decorso della malattia di circa 6 settimane. E' interessante anche l'associazione che l'EBV ha, oltre che con il linfoma di Burkitt, anche con altre neoplasie come il linfoma di Hodgkin, il carcinoma nasofaringeo, il carcinoma gastrico ma anche con patologie non tumorali come la sclerosi multipla e la sindrome da affaticamento cronico. E' evidente che ci troviamo di fronte a un virus molto complesso, estremamente diffuso nella popolazione e che gioca ruoli in malattie molto differenti tra di loro. La diagnostica dell'EBV si basa sul dosaggio degli anticorpi IgM e IgG diretti contro vari siti antigenici del virus. L'EBV esprime più strutture antigeniche contro cui si possono dimostrare movimenti anticorpali. Innanzi tutto abbiamo un complesso antigenico del nucleo detto EBNA (Epstein-Barr Nuclear Antigen). Inoltre abbiano gli antigeni precoci detti EA (Early antigen) che indicano la presenza della replicazione virale. E' da notare che non sempre sono presenti gli anticorpi anti EA e che essi indicano una condizione di reinfezioni o attività virale. Infine abbiamo gli antigeni capsidici VCA (virus capside antigen) che rappresentano sicuramente è la struttura più nota del virus. Contro questi antigeni sono prodotti vari anticorpi; i più importanti da un punto di vista clinico sono le IgM e le IgG anti VCA che compaiono molto precocemente con un lieve anticipo delle IgM che sono evidenziabili fino a due mesi dal contagio. In circa il 10% dei soggetti le IgM anti VCA possono permanere anche per periodi molto più lunghi ed in caso di reinfezione possono tornare a positivizzarsi. Gli anticorpi IgG anti VCA raggiungono livelli elevati dopo tre mesi dal contagio, con successivo decremento del titolo, per restare positivi per tutta la vita. Gli anticorpi IgM anti EBNA (non dati nella routine di laboratorio) compaiono dopo circa una settimana dall'inizio della mononucleosi scomparendo con il diminuire dei sintomi, mentre le IgG anti EBNA compaiono al termine della malattia per restare positivi per tutta la vita. Infine abbiamo le IgG anti EA che a volte non sono prodotte durante la fase acuta della malattia e sono comunque assenti nei portatori sani di EBV mentre sono spesso presenti nelle patologie correlate all'EBV.

  IgM VCA IgG VCA IgG EBNA IgG EA
Assenza di contagio - - - -
Infezione fase acuta + + - -/+
Convalescenza - ++ ++ -
Infezione pregressa - + + -
Reinfezioni + + + +
Patologie EBV associate - ++ ++ ++

Sono inoltre presenti, nella fase acuta della mononucleosi, altri anticorpi detti Anticorpi eterofili, questi anticorpi di classe IgM presentano attività agglutinante nei confronti di emazie di montone che viene messa in evidenza con la reazione di Paul Bunnel. L’utilità clinica di questa diagnostica è stata fortemente ridotta dai dosaggi degli anticorpi specifici anche se permane, modificato con emazie di cavallo, il test rapido detto Monotest, estremamente veloce nell’esecuzione e di basso costo, su cui gravano però l’incidenza dei falsi negativi. Da ricordare inoltre la frequente associazione tra l'infezione da EBV e quella da Cytomegalovirus.