Litio

Il Litio è un sale appartenente ai metalli alcalini presente sotto forma di ione che viene diffusamente utilizzato nella terapia del disturbo bipolare, e più esattamente per stabilizzare il tono dell’umore ed evitare che si manifestino o si ripetano episodi maniacali o depressivi. L’altra principale indicazione terapeutica del litio è quella di ridurre la frequenza degli episodi di cefalea a grappolo. E’ particolare che il litio, scoperto nel 1817 da J. A. Arfwedson, chimico svedese, fu inizialmente utilizzato come antigottoso per la sua capacità di sciogliere i cristalli di acido urico; successivamente ebbe grande popolarità e fu impiegato nell’ipertensione arteriosa, nell’artrite, nell’angina pectoris, nella malaria ed in moltissime differenti patologie come un’utilissima “panacea”; solo dopo la seconda guerra mondiale fu concretamente individuato il suo ruolo come stabilizzatore dell’umore.

Il litio è rapidamente assorbito per via orale presentando un picco ematico dopo poche ore con un’emivita plasmatica di circa 24 ore. Ciò determina che il suo dosaggio sia solitamente effettuato dopo 12 – 18 ore dall’ultima assunzione al fine di ottenere una corretta valutazione del valore ematico medio. Essendo l’eliminazione del farmaco effettuata quasi esclusivamente per via urinaria, i livelli ematici sono influenzati da eventuali patologie renali; inoltre i valori della litiemia sono incrementati da vari farmaci come i diuretici, gli antinfiammatori non steroidei (FANS), i cortisonici e gli ACE-inibitori; viceversa l’aminofillina ha azione contraria. Ulteriore fattore di incidenza sulla litiemia è rappresentato dalla perdita di liquidi ed elettroliti come può avvenire in caso di vomito, diarrea o sudorazione profusa. Il litio a sua volta modifica alcuni importanti indici ematici riducendo l’azotemia, la clearance della creatinina, il cortisolo e l’FT4 ed aumentando il calcio, il CPK, il magnesio il potassio ed il TSH. Pertanto è di particolare importanza il controllo periodico della funzionalità renale e tiroidea durante l’assunzione del farmaco.

E’ evidente che è necessaria un’accurata valutazione dei livelli ematici del litio per monitorare correttamente i valori ed adeguare la posologia al range terapeutico desiderato. In particolare il dosaggio viene eseguito più frequentemente all’inizio della terapia per essere poi ripetuto periodicamente una volta stabilizzata la posologia. Da tener conto che esiste una variabilità individuale nell’assorbimento del litio e la sua efficacia terapeutica non è sempre correlata al livello ematico tanto che è possibile la condizione di un litio basso con buona risposta clinica. Parallelamente è necessario evitare di avere un litio alto per non incorrere in effetti collaterali caratterizzati prevalentemente da malessere, poliuria, sete e tremori alle mani. Una litiemia particolarmente alta può anche determinare vomito, diarrea e sonnolenza.