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Marcatori tumorali

 

 

I marcatori tumorali (marker tumorali) sono un eterogeneo gruppo di sostanze prevalentemente prodotte dal tumore che possono indicarci la presenza di una neoplasia. Purtroppo queste sostanze sono spesso associate a patologie non neoplastiche o sono presenti in particolari condizioni fisiologiche ovvero possono essere stimolate anche da abitudini di vita o manovre diagnostiche.

La speranza di ogni clinico è quella di avere un marcatore tumorale altamente sensibile ed estremamente specifico per una neoplasia, purtroppo ciò non è ancora possibile; pertanto l’utilizzo dei marcatori tumorali come screening di base in soggetti apparentemente sani e asintomatici è assolutamente discutibile.

Diverso è invece l’uso in condizioni di sospetta neoplasia o di prevenzione in soggetti a rischio o predisposti.

Sicuramente positivo e insostituibile è l’uso del marcatore tumorale nel follow-up post terapia.

 

 
CEA    Alfafetoproteina Ca 19 – 9
Ca 15-3 Ca 125    Ca 50
Ca 72-4 TPA Cyfra 21-1 
MCA Calcitonina NSE
PSA Altri marcatori  

 

                                                                                             

 

 

  

CEA

 

Il CEA (Antigene Carcino Embrionario) e' una glicoproteina o meglio una famiglia di glicoproteine dal peso molecolare di circa 200.00 che, insieme all'Alfafetoproteina, costituisce uno dei marker tumorali storici, infatti fu proprio il CEA (1965 Gold e Freedman) la prima sostanza ad essere dosata sia nei tessuti neoplastici che nel sangue dei pazienti. Dato che la componete glicoproteina si combina in più modi con quella proteica possiamo avere differenti siti antigenici e pertanto risposte analitiche in parte variabili con la metodologia applicata.

Fisiologicamente viene prodotto nel fegato e nell’apparato digerente dell’embrione con abbassamento dei valori alla nascita.

Il CEA può risultare aumentato in molti tumori tra cui i carcinomi del fegato, del pancreas, dello stomaco, del polmone, del colon e della mammella.

Condizioni di incremento non correlate a neoplasie si hanno nelle epatiti croniche, nelle cirrosi, e in molte patologie infiammatorie croniche dell’intestino.

Come molti markers ha notevole utilità nel follow-up postoperatorio per la determinazione di eventuali recidive o metastasi.  Non dovrebbe essere usato come screening in soggetti apparentemente sani asintomatici.

E’ da ricordare che i fumatori hanno livelli di CEA più alti dei non fumatori.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 3 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 5 ng/ml

 

 

Alfafetoproteina AFP

           
 

L' Alfafetoproteina e' una glicoproteina prodotta dal fegato, dal sacco vitellino e dall’epitelio intestinale dell’embrione durante il periodo di sviluppo fetale.

Oltre che come marker tumorale può essere utilizzato in gravidanza per la valutazione di eventuali patologie del tubo neurale.

Per il suo peso molecolare, la sua costituzione in amminoacidi e alcuni comuni siti antigenici presenti appare molto simile all’albumina.

 

      

 

La neoplasia in cui si ha un più chiaro aumento è l’epatocarcinoma, può essere comunque indice di carcinomi pancreatici, delle vie biliari, dello stomaco, del colon, testicolo, ovaio e mammella.

Incrementi in condizioni non neoplastiche si hanno nella cirrosi epatica, nelle epatiti croniche.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 3 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 15 ng/m

 

 

Ca 19 – 9 (Gica)

Il Ca19-9 (Antigene Carcino Embrionario 19-9) o Gica (Gastrointestinal Antigen) e' una glicoproteina di tipo mucinico dall’altissimo peso molecolare ( > 1.000.000).

 E' il marker tumorale maggiormente indicato nei tumori del pancreas, del fegato e vie biliari, dello stomaco e del colon.

Può essere aumentato anche in corso di malattie croniche come la cirrosi, l’epatite cronica, la pancreatite acuta o cronica, l'insufficienza renale e la stasi biliare, da tener presente che quasi l’1% della popolazione ha livelli di Ca 19-9 costituzionalmente più alti.

I livelli di CA 19-9 sono abbastanza proporzionati alla dimensione della neoplasia e viene utilizzato per il follow-up post terapia spesso in associazione con il CEA.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 35 U/ml

 

 

Ca 15 - 3

 

Il Ca15-3 è una mucina glicoproteica ad alto peso molecolare presente nei dotti della ghiandola mammaria che si associa alle neoplasie mammarie; anche se presenta una ottima sensibilità il suo uso è quasi esclusivamente limitato al follow-up  postoperatorio e nel controllo della chemioterapia.

 

      

 

Aumenti del Ca15-3 sono riscontrabili anche in neoplasie del pancreas, dell'ovaio, del colon e del polmone. Leggeri aumenti possono essere presenti anche in corso di patologie benigne della mammella, del fegato, patologie autoimmuni e reumatiche nonché patologie infiammatorie pelviche ed endometriosi.

Fisiologicamente presenta incremento in gravidanza ed allattamento.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 35 U/ml

 

 

 

Ca 125

Il Ca 125 è anch’esso un marcatore mucinico, si tratta di una glicoproteina ad alto peso molecolare (oltre 200.000) utilizzato come marker per il carcinoma ovario ed è un utile marcatore per il follow-up postoperatorio.

Questo antigene venne scoperto perchè prodotto da una linea cellulare di carcinoma dell'epitelio delle ovaie, ma non dalle corrispettive cellule epiteliali normali.

 

 

 

Aumentati livelli di Ca125 sono stati riscontrati anche negli adenocarcinomi della cervice uterina e nel carcinoma endometriale; può inoltre essere aumentato in tumori pancreatici, polmonari, mammari e nelle neoplasie del colon retto.

Il Ca 125 è presente nell'endometrio normale e nei fluidi uterini ma il suo passaggio ematico è molto limitato. Ciò giustifica che la concentrazione ematica può aumentare durante il flusso mestruale e nel primo trimestre di gravidanza.

Una delle condizioni più interessanti di incremento del Ca 125 è l’endometriosi con possibile utilizzo del marker per il follow-up post operatorio o post terapia.

Aumenta inoltre  in tutte le condizioni di irritazione peritoneale con o senza versamento ascitico, in presenza di cisti o formazioni benigne ovariche ed anche per grossi fibromi uterini.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 35 U/ml

 

 

 

Ca 50

 

Il Ca50 è un antigene glicoproteico ad alto peso molecolare dal significato clinico simile al Ca19-9; si eleva per i tumori del tratto digerente, del pancreas, del fegato, delle vie biliari, del rene, della vescica, dell'utero e della prostata

In condizioni non neoplastiche può essere incrementato nelle cirrosi epatiche e nelle pancreatiti.

I fumatori hanno livelli lievemente superiori della norma.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 20 U/ml

 

 

Ca 72-4

 

Il Ca 72-4 è anch’essa una glicoproteina ad alto peso molecolare della famiglia delle mucine. La sua elevazione può essere indice di adenocarcinomi dell'ovaio, del polmone, del colon, della mammella, stomaco e pancreas.

In condizioni non neoplastiche può aumentare nel morbo di Crohn e in alcune patologie mammarie.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi non è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0,2 – 3,8 U/ml

 

 

 

TPA

 

Il TPA (Antigene Polipeptidico Tessutale) e' una proteina dal peso molecolare di 43000 appartenente alle citocheratine. Le citocheratine sono un gruppo di proteine che formano il citoscheletro cellulare.

Il TPA può presentare un incremento in quasi tutti i tumori solidi ed in particolare in tumori come il cancro della mammella, capo-collo, ovaio, polmone, tumori dell'apparato digerente e delle vie urinarie. Il TPA è alquanto aspecifico e piu' che rappresentare un marcatore di una patologia tumorale e' da considerare un indice di proliferazione cellulare. Il suo aumento infatti  e' correlato alla velocità di accrescimento tumorale e non alla dimensione della massa  tumorale.

Il TPA e' utile nel follow-up di pazienti con tumori già accertati piu' che nella fase diagnostica. Un aumento del TPA può essere presente anche in malattie non neoplastiche quali la cirrosi epatica, le infezioni del tratto biliare, epatiti in genere, infezioni del tratto respiratorio.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 110  mU/ml

 

 

Cyfra 21-1

 

Il Cyfra 21-1 appartiene alla stessa famiglia del TPA ed è un frammento della citocheratina 19;  le citocheratine sono un gruppo di proteine che formano il citoscheletro cellulare.

Il Cyfra 21-1 ha una discreta specificità per i tumori polmonari del tipo NSCLC (Non Small Cell Lung Carcinoma) in quanto la la citocheratina 19 è presente nelle cellule di tumori epiteliali e dell'albero bronchiale.

Non presenta elevazioni in caso di microcitoma polmonare.

Il suo livello ematico è proporzionale alla massa del tumore e alla sua aggressività.

E' utile nel monitoraggio della malattia e della risposta alla terapia.

Valori oltre la norma possono essere dovuti a cause non neoplastiche, come alcune patologie benigne polmonari associate a infezione acuta.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi non è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 33 ng/ml

 

MCA

 

L’MCA (Antigene Carboidratico Mucinoso) è una glicoproteina la cui produzione si ha a livello dell’epitelio dei dotti ghiandolari della mammella.

La molecola è stata identificata attraverso la produzione di anticorpi specificatamente sviluppati contro strutture del tessuto mammario neoplastico.

Il suo utilizzo è soprattutto quello di monitorare i pazienti dopo la terapia medica e/o chirurgica , una sua elevazione può infatti far supporre una recidiva o una metastasi.

Lievi incrementi dell’MCA si hanno nel terzo trimestre della gravidanza e durante l’allattamento, raramente può presentare aumento in quadri flogistici cronici di discreta entità.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 30  U/ml

 

 

 

NSE

 

L' NSE (Neuron specific enolase) è un enzima glicolitico citoplasmatico ed è un marker tumorale utilizzato nella stadiazione, l'individuazione di recidive e monitoraggio della terapia dei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule. Può essere presente anche nei tumori midollare della tiroide, nel neuroblastoma  ed in tumori neuroendocrini.

Piccoli aumenti non stabili nel tempo possono essere presenti anche in malattie polmonari non neoplastiche.

La tecnica utilizzata per la determinazione è l’immunoenzimatica

L’analisi è in convenzione con il Servizio Sanitario

Non necessita di digiuno

Non necessita di appuntamento

Il tempo di esecuzione è di 5 giorni lavorativi.

I valori normali sono 0 – 11  ng/ml

 

 

        

 

 

 

Si ricordano altri marcatori non molto usati come l’SCC (Antigene TA 4) per alcuni tumori della cervice, del polmone e dell’esofago, la Cromogranina A che è un marker tumorale il cui utilizzo è riferito a neoplasie di tipo neuroendocrino come ad esempio il neuroblastoma ed il feocromocitoma e può essere utilizzato anche per valutare il carcinoma prostatico ed il microcitoma, l’S100 che è un marcatore non molto utilizzato per il melanoma, utile nel follow up e per controllare la risposta alla terapia, Il Ca 19-5 individuabile in quadri neoplastici del pancreas, delle vie biliari e del colon retto ed il Ca 549 presente in alcune condizioni di carcinoma mammario.

Recentemente è stato inoltre segnalato che il D-Dimero, normalmente utilizzato per valutare quadri coagulativi ed embolici, possa essere impiegato in alcuni tumori come il mammario, polmonare e cervicale presentando una sua correlazione nei confronti dell’invasione delle strutture linfatiche.

 


Per quanto riguarda l’utilizzo di altri analiti come marcatori tumorali (Tireoglobulina, Beta HCG, Ferritina e Beta 2 Microglobulina) si rimanda alle rispettive pagine.

 

 

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