I markers dell'epatite

Di seguito saranno trattati gli indici di laboratorio utilizzati nella diagnosi delle epatiti virali da HAV, HBV e HCV e da forme virali ad esse associate o correlate. Non saranno trattate le epatiti da altri agenti infettanti che hanno una loro individualità come ad esempio l'Epstein - Barr virus (EBV) o il Cytomegalovirus; inoltre non verranno trattati gli indici ematochimici (GOT, GPT, GGT, Bilirubina etc) modificati dalle epatiti stesse. Si rimanda pertanto alle rispettive pagine.

Epatite A

 

L'epatite A è determinata da un virus detto HAV ed è non solo l'epatite virale più diffusa per la facilità del contagio tramite gli alimenti ma è anche l'epatite meno grave per l'entità del quadro clinico, l'assenza di cronicizzazione e di mortalità. La diagnosi viene posta tramite il dosaggio delle IgM anti HAV; dopo una incubazione massima di circa 50 giorni abbiamo l'esordio dell'epatite A e dopo circa una settimana la comparsa delle IgM anti HAV che sono evidenziabili per un periodo di tre mesi. In alcuni casi di persistenza del virus si può osservare il perdurare della positività dell'HAV IgM anche a sei mesi con simultanei alti valori delle GOT e delle GPT senza che vi sia però la possibilità della cronicizzazione della malattia. Gli anticorpi IgG anti HAV compaiono dopo circa 6 settimane dall'esordio della malattia e restano positivi per tutta la vita.

Sia le IgG che le IgM anti HAV sono in convenzione con il Servizio Sanitario Non necessitano di digiuno Non necessita di appuntamento La metodica di esecuzione è immunometrica Il tempo di esecuzione è di 3 giorni lavorativi

Epatite B

Il virus dell'epatite B (HBV) è un virus con una struttura relativamente complessa costituita da un rivestimento esterno che esprime l'antigene di superficie detto HbsAg, contro cui viene prodotto l'anticorpo HbsAb, all'interno abbiamo una parte centrale detta core contenente il DNA virale contro cui vengono prodotti due anticorpi l'HbcAb IgM e l'HbcAb IgG, il core è avvolto da una terza struttura detta envelope che esprime la struttura antigenica HbeAb contro cui si produce l'anticorpo HbeAb. Per quanto riguarda il l'antigene core la sua valutazione viene effettuata con il dosaggio dell'HBV-DNA.

Struttura virale antigene espresso Risposta anticorpale
Antigene C core Hbc Ag (HBV-DNA) Hbc Ab IgM HbcAb IgG
Antigene E envelope Hbe Ag Hbe Ab
Antigene S superficie Hbs Ag Hbs Ab

L'HbsAg è stato il primo indice di laboratorio ad essere individuato, il suo isolamento si ebbe nel 1963 in un paziente aborigeno australiano, da ciò deriva il suo vecchio e assolutamente improprio nome di Antigene Australia. La sua comparsa è precocissima, anche prima dell'esordio clinico della patologia, e persiste per circa 6 mesi per poi scomparire se vi è la guarigione dalla patologia e non la sua cronicizzazione. Bisogna infatti ricordare che l'epatite B è una patologia che ha un significativo rischio di cronicizzazione e la persistenza dell'HbsAg è il primo indice di questa complicanza. E da sottolineare che l'HbsAg è indice della presenza della parte esterna del virus ma non fornisce indicazioni sulla replicazione virale e sul genoma virale. Immediatamente dopo l'HbsAg compare l'HbeAg  che scompare abbastanza precocemente ed inizia la risposta immunitaria con l'HbcAb IgM che è il primo ad essere prodotto ed anche il primo a negativizzarsi, poi con l'HbcAb IgG che permane positivo per tutta la vita, successivamente con l'HbeAb che resta positivo per 1 - 2 anni ed infine con l'HbsAb che è l'ultimo anticorpo che si presenta e persiste per alcuni anni. Il problema diagnostico principale è riferito a quelle condizioni in cui perdura la presenza dell'HbsAg oltre al tempo atteso eventualmente con gli anticorpi contro il core e l'envelope. In questi casi potrebbe trattarsi della persistenza dell'involucro virale senza il genoma del virus ovvero più probabilmente di una condizione di epatite cronica.

Hbs Ag Hbs Ab HbcAb IgM HbcAb IgG Hbe Ag Hbe Ab  
+ - - - - - Incubazione
+ - + + + - Infezione acuta con alta
 replicazione virale
+ - + + - - Infezione acuta con media
replicazione virale
+ - + + - + Infezione acuta con scarsa
replicazione virale
+ - - + + - Infezione non acuta con
alta replicazione virale
( cronicizzazione ?)
+ - - + - - Infezione non acuta con
media replicazione
virale (cronicizzazione?)
+ - - + - + Infezione non acuta con
scarsa replicazione virale (cronicizzazione?)
- + + + - + Infezione conclusa da meno di un anno
- + - + - + Infezione conclusa da almeno un anno
- + - + - - Infezione conclusa da alcuni anni
- - - + - - Infezione conclusa da molti anni
- + - - - - Soggetto vaccinato

Accanto all'epatite B si deve necessariamente inserire l'epatite D (HDV), si tratta di un virus a RNA con potenzialità infettanti o in simultanea all'HBV o in soggetti che presentano cronicizzazione dell'HBV. La sovrainfezione dell'HDV determina la comparsa dell'antigene delta (HDV Ag) con possibilità di individuare l'HDV-RNA, successivamente si avrà la comparsa degli anticorpi anti HDV prima IgM e poi IgG. I markers HbsAg, HbeAg, HbsAb, HbeAb, HbcAb IgG ed IgM sono in convenzione con il Servizio Sanitario. La loro esecuzione non necessita di digiuno o di appuntamento La metodica di esecuzione è immunometrica Il tempo di esecuzione è di 3 giorni lavorativi L'HBV-DNA non è in convenzione con il Servizio Sanitario, si effettua con metodo PCR ed il tempo di esecuzione è di 7 giorni lavorativi.

I markers HDV Ag e HDV Ab IgM ed IgG sono in convenzione con il Servizio Sanitario. Non necessitano di digiuno o di appuntamento La metodica di esecuzione è immunometrica Il tempo di esecuzione è di 7 giorni lavorativi L'HDV-RNA non è in convenzione, si effettua in PCR e necessita di 12 giorni lavorativi.

Epatite C

L'HCV è il virus a RNA responsabile dell'epatite C che rappresenta sicuramente in questo momento l'epatite di maggior interesse. L'epatite C infatti ha un enorme impatto sanitario e sociale data l'entità della sua diffusione, l'assenza di una vaccinazione, la molteplicità delle vie di contagio, la silenziosità clinica dell'insorgenza e l'altissima percentuale di cronicizzazione. Per quanto riguarda il contagio certa è la via parenterale e anche quella detta parenterale inapparente (microlesioni e uso di oggetti come rasoi, spazzolini da denti, pinzette, lamette), mentre, anche se possibile, è molto difficile è il contagio per via sessuale. E' dimostrato anche il contagio da HCV per passaggio materno-fetale L'individuazione dell'HCV (1989) è stata successiva di 26 anni a quella dell'HBV per cui per molto tempo si è continuato a parlare di epatiti non A non B. Il periodo di incubazione è molto ampio variando da poche settimane a 9 mesi, l'evidenziazione del genoma virale HCV-RNA è possibile sin dall'esordio della malattia mentre la risposta anticorpale con la produzione degli anticorpi anti HCV (HCV Ab) è successiva di poche settimane La diagnosi dell'HCV si basa quindi sia sulla valutazione dell'HCV-RNA (dimostrazione della presenza del virus e quantificazione della viremia) sia sul dosaggio degli anticorpi anti HCV. La cronicizzazione del virus, con o senza epatopatia cronica, rappresenta un evento estremamente frequente, sicuramente maggiore della guarigione. Si calcola che circa l'80% delle epatopatie croniche ha una base virale, di queste il 30% viene causata dall'HBV da solo o in associazione con l'HDV mentre il restante 50% è conseguenza dell'HCV. Il dosaggio periodico dell'HCV-RNA permetterà di monitorare landamento della malattia; comunque sia in caso di guarigione che di cronicizzazione avremo la positività dell'HCV Ab.

L'HCV Ab è in convenzione con il Servizio Sanitario. Non è necessario digiuno Non è necessario appuntamento La metodica di esecuzione è immunometrica Il tempo di esecuzione è di 1 giorno lavorativi L'HCV-RNA non è in convenzione con il Servizio Sanitario, si effettua con metodo PCR ed il tempo di esecuzione è di 7 giorni lavorativi.

Altre epatiti

Oltre alle forme suddette esistono altre epatiti virali con caratteristiche simili ed in particolare le epatiti E e la G. L'epatite E è una epatite a trasmissione alimentare che non cronicizza quindi relativamente simile all'epatite A anche se purtroppo può presentare forme fulminanti letali in particolare se insorge in gravidanza. Il vicolo di trasmissione sembrerebbe essere il topo, in Europa è rarissima mentre è diffusa nella fascia che va dal Pakistan sino alla Cina passando per l'Indocina. Si tratta di un virus a RNA (HEV) di cui è possibile dosare sia il genoma che gli anticorpi.

Per quanto riguarda l'epatite G essa è indotta da un virus a RNA detto HGV relativamente simile all'HCV anche se non è chiaro se possa da solo indurre una epatite o se concorra insieme all'HCV a cui spesso è associato. La sua dimostrazione avviene esclusivamente tramite l'evidenziazione dell'HGV RNA con metodica PCR. Le ricerche sia per l'HEV che per l'HGV non sono effettuabili nella comune pratica di laboratorio.