Il metabolismo del glucosio e diabete

Il glucosio fondamentale per il metabolismo di qualsiasi tessuto dell’organismo e la sua concentrazione ematica (glicemia) regolata in maniera puntuale dall’azione combinata di insulina e glucagone; si tratta di due ormoni con effetto rispettivamente ipo- ed iperglicemizzante, secreti dalle Isole di Langerhans del pancreas endocrino.
In condizioni normali l’aumento della glicemia che avviene dopo un pasto stimola la sintesi e la secrezione di insulina da parte delle cellule delle Isole di Langerhans pancreatiche. L’insulina un ormone polipeptidico, secreto come pro-insulina da cui viene convertito nella forma attiva attraverso il distacco del peptide C; il dosaggio di quest’ultimo, quindi, riveste importanza nella valutazione della produzione endogena di insulina, soprattutto nei pazienti che assumono insulina esogena o producono anticorpi anti-insulina.
L’insulina promuove tutti i processi metabolici che portano all’utilizzazione del glucosio e/o al suo accumulo nei depositi tissutali, il suo effetto quindi quello di sottrarre glucosio dal circolo ematico riportando la glicemia ai normali valori riscontrabili a digiuno.
Al contrario un abbassamento della glicemia stimola la secrezione da parte delle cellule α delle Isole di Langerhans pancreatiche di glucagone. Il glucagone un ormone polipeptidico costituito da 29 amminoacidi il cui effetto quello di aumentare la glicemia stimolando la neosintesi di glucosio e la sua mobilizzazione dai depositi tissutali.
L’interazione fra questi ormoni permette quindi di mantenere le oscillazioni della glicemia in un ambito piuttosto ristretto. Alterazioni di questi meccanismi determinano un disordine metabolico che pu concretizzarsi in una condizione di diabete. Vi sono pi condizioni definibili diabete, brevemente, nel tipo I (diabete insulino-dipendente) il reperto principale una distruzione autoimmune del tessuto insulare pancreatico con conseguente deficit assoluto nella produzione di insulina e talvolta con riscontro nel siero dei pazienti di autoanticorpi anti-insula pancreatica ed anti-insulina.
Nel diabete di tipo II (diabete insulino-indipendente) presente, al contrario, una normale o spesso aumentata produzione di insulina, ma vi sono fenomeni di resistenza all’insulina stessa che ne antagonizzano l’azione. Esiste un’ulteriore forma, definita IGT (dall’inglese Impaired Glucose Tolerance, ridotta tolleranza al glucosio), secondo alcuni autori rappresenterebbe uno stato pre-diabetico ancora controllabile attraverso la dieta.
Per glicosuria si intende la presenza del glucosio nelle urine, ci avviene qualora la glicemia supera il valore di 180 mg/dl, oltre il quale il rene non pi in grado di riassorbirlo.
La diagnostica di laboratorio della malattia diabetica basata sugli esami menzionati, a seconda dei casi combinati in determinazioni pre- e post-prandiali o come test di tolleranza orale al glucosio (OGTT). In quest’ultimo caso, viene somministrata una soluzione glucosata eseguendo diversi prelievi a tempi prestabiliti.
Altri parametri utili nel monitoraggio del paziente diabetico sono l’emoglobina glicosilata (HbA1c), parametro che riflette le oscillazioni glicemiche degli ultimi 3 mesi circa. L’emoglobina, infatti, viene glicosilata per reazione chimica e la percentuale di glicosilazione dipende in maniera diretta dalle concentrazioni ematiche del glucosio, la HbA1c quindi aumenta proporzionale all’aumentare della glicemia a cui sono esposti i globuli rossi nell’arco della loro vita che di circa 120 giorni. Stesso significato dell’emoglobina glicosilata riflette la fruttosamina, con la differenza che quest’ultima indica il comportamento glicemico delle ultime 2-3 settimane. Nelle forme autoimmuni pu essere utile la ricerca degli autoanticorpi specificamente correlati alla malattia diabetica.