Indici laboratoristici della prostata

Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) è il principale indice laboratoristico delle condizioni e delle dimensioni della prostata. Si tratta di una glicoproteina che la prostata produce per alcune sue funzione nel liquido seminale e che in piccolissima parte passa nel circolo ematico sia coniugata alla alfa-1-antichimotripsina sia in forma libera (PSA-Free) Il PSA aumenta in molte condizioni di patologia prostatica come la prostatite, l’ipertrofia prostatica e il carcinoma della prostata; chiaramente non è possibile porre diagnosi differenziale con il solo dosaggio del PSA ma certamente esso costituisce un valido screening di base. Ovviamente oltre la clinica avrà un ruolo importantissimo anche l’ecografia prostatica transrettale e l’eventuale biopsia. Si è molto discusso se il dosaggio del PSA fosse utilizzabile come screening in soggetti maschi in ragione dell’età e prescindendo da eventuali disturbi e sintomi. Sin ora non si ha una ragione prevalente, ma certo è che il suo dosaggio è ormai routinariamente utilizzato nella medicina di base. I dubbi che si hanno per il fine di screening non si hanno di certo invece per il follow up dopo trattamento del carcinoma prostatico. In questo caso l’importanza del PSA è indiscutibile. Si deve inoltre ricordare il ruolo del PSA-Free in tutte quelle condizioni in cui i valori del PSA si collocano tra i 4 ed i 10 ng/ml. In questi casi il rapporto tra PSA-Free e PSA totale può fornirci ulteriori informazioni. Si considera francamente patologico (quindi più indicativo di eventi neoplastici) un rapporto inferiore al 15%, dubbio sino a 20% e nella norma (quindi indicativo di una flogosi o di una iperplasia prostatica) oltre il 20% Quindi una percentuale di PSA libero superiore al 20% dovrebbe essere indicativa di un basso rischio di presenza di carcinoma prostatico, mentre una percentuale bassa suggerisce un'alta probabilità neoplastica. Alcuni recenti lavori indicano che una percentuale di PSA-Free molto basso sia suggestivo di una forma più aggressiva di neoplasia. Recentemente sono stati condotti studi che hanno evidenziato un’aumento del PSA in condizioni assolutamente diverse come donne che allattano, donne con tumori alla mammella, tumori polmonari ed in misura minore tumori del colon, ovaio, fegato, rene, surreni. Da evitare accuratamente il dosaggio dopo manovre quali possono essere massaggi prostatici, esplorazioni rettali o procedure strumentali endoscopiche. Anche una vigorosa attività sessuale può incrementare i livelli di PSA.

Il PAP (fosfatasi acida prostatica) è un’altra glicoproteina secreta dalla prostata, e' aumentato solo nel 20% dei casi di carcinoma prostatico localizzato alla ghiandola. Aumenta nel 75% dei casi solo in corso di metastasi ossee e pelviche. Ormai considerato di scarsa utilità nel controllo dei tumori prostatici e validamente sostituito dal PSA e dal PSA-Free, è diventato oramai solo parte della storia della medicina.