L'esame delle urine è in convenzione con il Servizio Sanitario. Non necessita di digiuno. Non necessita di appuntamento. Devono essere raccolte le prime urine del mattino. Il tempo di esecuzione è di 1 giorno lavorativo

 

 

 





























 













Esame delle urine e funzionalità renale

Il rene svolge molteplici funzioni fondamentali per il buon funzionamento dell'organismo, tra quelle principali ricordiamo la regolazione ed il mantenimento dell'acqua, degli elettroliti, del bilancio osmotico e dell'equilibrio acido-base. Il rene inoltre, provvede all'eliminazione dei prodotti finali del metabolismo e delle eventuali sostanze tossiche oltre a presentare attività endocrina e metabolica. Il rene svolge la sua funzione emuntoria attraverso la produzione dell'urina, questo processo prevede tre fasi: la filtrazione glomerulare in cui un liquido simile al plasma filtra dai capillari del glomerulo al tubulo renale, il riassorbimento tubulare in cui il volume del liquido filtrato si riduce e cambia di composizione e la secrezione tubulare in cui diverse sostanze passano dal sangue al fluido tubulare.

Esame delle urine

L'urina è un liquido di composizione ampiamente variabile, che contiene un numero molto elevato di sostanze, la maggior parte di derivazione ematica. L'esame delle urine riveste notevole importanza per l'elevato numero di informazioni diagnostiche che da esso si possono desumere. L'esame delle urine va eseguito su un campione il più possibile fresco e comunque raccolto da non più di 1-2 ore e può essere suddiviso analiticamente in tre fasi diverse: esame fisico, esame chimico ed esame microscopico del sedimento urinario.

L'esame fisico valuta una serie di parametri quali colore, aspetto e peso specifico. Il colore delle urine normali è giallo la cui gamma può variare dal paglierino al giallo oro fino al giallo/arancio intenso in caso di urine molto concentrate, mentre colorazioni anomale possono andare dall'incolore nel caso di urine estremamente diluite, al biancastro torbido in presenza di pus, al rosa/rosso in presenza di sangue, emoglobina o mioglobina, al verdastro in presenza di infezioni da pseudomonas, al marsala/marrone in presenza di bilirubina fino al nero in presenza di melanina e suoi derivati. In ogni caso è opportuno tenere presente che diversi farmaci ed alimenti possono conferire delle colorazioni particolari alle urine che in alcuni casi possono mimare colorazioni patologiche. L'aspetto dell'urina normale è limpido o leggermente opalescente, di contro in diverse condizioni più o meno patologiche quali presenza di materiali amorfi, pus, sangue ed elementi figurati, batteri, cristalli e cilindri, essa può assumere un aspetto torbido. Il peso specifico indica la capacità del rene di concentrare le urine, questo parametro può variare di norma tra 1005 nelle urine molto diluite e 1030 nelle urine molto concentrate e risulta utile perché una delle prime funzioni renali perse in seguito a danno tubulare è la capacità di concentrare le urine.

L'esame chimico routinario delle urine è attualmente eseguito con strisce reattive e con l'ausilio di macchinari automatici per la lettura delle strisce, con questi sistemi si ottengono parametri qualitativi o semiquantitativi relativi a pH, glucosio, corpi chetonici, proteine, emoglobina, urobilinogeno, pigmenti biliari, nitriti e leucociti.

Il pH delle urine normali è leggermente acido oscillando tra 5.5 e 6.5, potendo però variare entro ambiti più ampi (da 5.0 a 8.0) a seconda della dieta, rispettivamente carnea o vegetariana o in seguito a condizioni metaboliche fisiologiche o patologiche. Il pH indica la capacità renale di mantenere l'equilibrio acido-base dell'organismo, aumentando l'escrezione di acidi e/o basi a seconda delle necessità.

Il glucosio nelle urine (glicosuria) dovrebbe non essere rilevabile. La causa più frequente di glicosuria rilevabile si osserva quando la glicemia supera il livello della soglia renale (circa 180 mg/dl), in questa situazione il glucosio che passa il filtro glomerulare supera la capacità di riassorbimento da parte del tubulo e passa, quindi, nelle urine. Glicosuria rilevabile si può avere anche in soggetti normoglicemici nel caso di abbassamento della soglia renale o in alcuni disordini a livello del tubulo in cui si ha un insufficiente riassorbimento tubulare del glucosio.

I corpi chetonici, costituiti da acetoacetato, acido idrossibutirrico ed acetone, sono prodotti del metabolismo glucido-lipidico e risultano normalmente assenti nelle urine. La loro presenza urinaria diviene evidente nelle alterazioni del metabolismo glucido-lipidico, come per esempio nel diabete mellito, mentre nei bambini possono comparire in seguito a febbre, digiuno e vomito, così come possono comparire in conseguenza del vomito nelle donne in gravidanza ovvero in presenza di digiuno.

Le proteine dovrebbero essere assenti nelle urine normali, in realtà una proteinuria inferiore a 50 mg nelle 24 ore costituita da albumine, globuline a basso peso molecolare e proteine delle vie urinarie viene considerata normale. Si possono avere casi di proteinuria intermittente, con valori di 500-1000 mg/24 h, in presenza di albuminuria ortostatica, da sforzo o da febbre, queste situazioni rientrano nella norma quando viene eliminata la causa di origine e rivestono scarso o nullo significato patologico. Le proteinurie patologiche, indicano sempre la presenza di alterazioni della funzionalità renale, si hanno per valori superiori a 500 mg/ 24 h, vengono classificate come minime (da 150 a 500 mg/24 h), moderate (500 - 4000 mg/24 h) e gravi (oltre 4000 mg/ 24 h) in base alla quantità di proteine presenti e possono essere dovute a varie cause.

Anche l'emoglobina, rilevata con metodi chimici, deve essere assente nelle urine normali, di contro la sua presenza, definita ematuria è sempre la spia della presenza di processi patologici più o meno gravi a livello del rene. La presenza di ematuria può essere dovuta a globuli rossi intatti o a emoglobina da globuli rossi emolizzati, l'origine di questi ultimi può essere varia dal glomerulo fino all'uretra. Le cause più frequenti di ematuria sono patologie renali (glomerulonefrite, neoplasie renali, rene policistico, infarto renale, pielonefrite, calcolosi renale, infezioni acute), patologie vescicali-uretrali (cistiti, uretriti, calcolosi, tubercolosi e neoplasie), patologie extra-renali (ipertrofie e neoplasie prostatiche, neoplasie del colon-retto, emorragie, emopatie). È importante rimarcare che l'ematuria può anche essere conseguenza di fenomeni traumatici a livello renale, vescicale e/o uretrale. Infine è da segnalare il riscontro di una microematuria senza evidenza di patologie pregresse o in atto.

L'urobilinogeno è normalmente presente in basse concentrazioni (meno di 33 micromoli/L) nelle urine, si origina a partire dal bilinogeno formato a partire dalla bilirubina nell'intestino, che a sua volta viene in parte rielaborato nel fegato ed in parte escreto nell'urina. La sua concentrazione aumenta in presenza di patologie epatiche, nell'ittero emolitico ed in quello epatotossico, mentre si azzera completamente nell'ittero da occlusione delle vie biliari. La bilirubina, assente nelle urine normali, si rileva quando in circolo aumenta la sua frazione coniugata (danno epatico, ittero da stasi ed ittero epatotossico, anemia emolitica). In presenza di bilirubina le urine assumono un colore tendente al marsala più o meno marcato, che con il tempo passa a verdastro per ossidazione all'aria della bilirubina a biliverdina.

I nitriti, assenti nelle urine normali, vengono prodotti dal metabolismo di alcuni batteri quando questi ultimi colonizzano le vie urinarie causando un'infezione. La loro positività, quindi, segnala sempre la presenza di un'infezione delle vie urinarie, al contrario, la loro assenza non esclude automaticamente la presenza di infezione, in quanto vi possono essere infezioni causate da batteri che non determinano la loro produzione.

La presenza sporadica di leucociti nelle urine non è di per sé indice di particolari patologie, le strisce reattive usate nell'esame chimico rilevano la presenza di quantità anormalmente elevate di granulociti correlabili a fenomeni infiammatori e/o infettivi a livello delle vie urinarie.

L'esame microscopico standard delle urine prevede l'osservazione diretta del sedimento urinario, dopo centrifugazione, a piccolo (100x) e medio ingrandimento (400x). In questo modo vengono osservati e valutati una serie di parametri quali cellule delle vie urinarie, leucociti, globuli rossi, cellule epiteliali, cilindri e cristalli.

Le cellule epiteliali possono provenire da ogni porzione del tratto genito-urinario. Nel sedimento urinario sono normalmente presenti delle cellule epiteliali provenienti dallo sfaldamento della mucosa delle basse vie urinarie, si tratta di cellule epiteliali squamose di origine vescicale o uretrale di scarso significato clinico. Al contrario sono significative le cellule delle medie e alte vie urinarie la cui presenza può essere indicativa di una patologia renale.

I leucociti presenti nelle urine sono soprattutto polimorfonucleati e, come già osservato, la loro sporadica presenza nelle urine è un evento del tutto normale soprattutto nelle pazienti di sesso femminile, di contro l'aumento dei leucociti (leucocituria) e la presenza di leucociti ammassati e disfatti (piuria) nel sedimento urinario sono indice di fenomeni infiammatori acuti del tratto urinario quali cistiti e pielonefriti. Leucocituria si osserva anche nelle infezioni delle vie genitali (prostatiti, cerviciti e vaginiti), ma anche in eventi non infettivi (glomerulonefrite, stress, febbre e disidratazione, malattia tubercolare e patologie neoplastiche).

Allo stesso modo dei leucociti, i globuli rossi sono assenti nelle urine normali anche se un reperto di rare emazie nel sedimento urinario non riveste un sicuro significato patologico, in ogni caso, una loro eventuale presenza, definita ematuria, può essere dovuta a presenza di globuli rossi intatti o di emoglobina da globuli rossi emolizzati. L'ematuria può dipendere da un anomalo passaggio di emazie attraverso la membrana del glomerulo nelle nefropatie o da un sanguinamento a qualsiasi livello delle vie urinarie, dal glomerulo all'uretra, nel primo caso le emazie sono tipicamente deformate, mentre nel secondo sono generalmente di aspetto normale. Una ematuria rilevante può dipendere da fenomeni a livello delle vie urinarie quali glomerulonefrite, calcolosi renale, uretrale e vescicale, neoplasie, traumi, infezioni ed infiammazioni a livello delle vie urinarie (nefrite, uretrite, cistite, pielite), stenosi uretrale, ma può originare anche da cause extra-renali quali ipertrofia e neoplasia prostatica, neoplasia del colon/retto ed emopatie. È importante tenere presente nelle donne la possibilità di contaminazione di origine mestruale, che chiaramente non riveste significato patologico, per questo sarebbe opportuno nelle donne evitare la raccolta del campione di urine durante questo periodo.

I cilindri derivano da proteine che gelificano nel lume tubulare assumendone la forma, si formano soprattutto a livello del tubulo collettore e distale, dove le condizioni di flusso, pH e concentrazione sono le più favorevoli alla precipitazione delle proteine. All'interno del gel proteico si possono ritrovare vari componenti cellulari che danno significato più o meno patologico alla presenza dei cilindri. Su questa base si hanno cilindri ialini, rinvenuti di frequente in urine concentrate dopo esercizio fisico o stress, il cui reperto occasionale può non avere significati patologico. Cilindri di significato sicuramente patologico sono quelli granulari, indicativi di patologie renali significativa ma a volte presenti anche dopo esercizio fisico estremo o febbre molto elevata, quelli eritrocitari, indicativi di ematuria di genesi renale e di glomerulonefrite e quelli leucocitiari, contenenti leucociti polimorfonucleati ed osservati in glomerulonefriti ad intensa attività infiammatoria. Significativi sono anche i cilindri di cellule epiteliali, originati da stasi urinaria e degenerazione o necrosi dei tubuli, i cilindri cerei, derivanti dalla degenerazione dei cilindri granulari ed osservati nell'insufficienza renale cronica, nelle patologie renali acute e nell'infiammazione e degenerazione tubulare, infine, possono essere riscontrati cilindri lipoidei riscontrabili nella degenerazione lipoidea dell'epitelio tubulare e nella sindrome nefrosica.

La presenza di cristalli nelle urine è significativa solo per quantità consistenti e per alcuni tipi di cristalli. In urine acide possono ritrovarsi cristalli di acido urico (presenti in grandi quantità nei pazienti affetti da gotta) e di ossalato di calcio (di origine dietetica, vegetali, pomodori, the, cioccolato, bibite gassate), ma anche precipitati di urati amorfi. Nelle urine alcaline si possono ritrovare cristalli di fosfato di calcio e precipitati di fosfati amorfi. Alcune cristallurie vengono considerate sempre patologiche, rientrano in questo campo la presenza di cristalli di triplo fosfato (infezioni del tratto genitourinario), di cistina (patologie metaboliche congenite), tirosina e leucina (patologie degenerative, epatiti, leucemie), colesterolo (patologie renali, sindrome nefrosica, deposizione lipidica anomala a livello renale), bilirubina (ittero clinicamente rilevabile), emosiderina (emolisi severa, anemie emolitiche, reazioni trasfusionali). Va tenuto presente che anche alcuni farmaci, in particolare alcune sulfonamidi, possono dare luogo alla presenza di particolari precipitati nelle urine.

Altri reperti che possono essere osservati nel sedimento urinario sono batteri e miceti lievitiformi; le urine sono di norma sterili, la presenza contemporanea di un numero elevato di batteri e leucociti è indicativa di una infezione delle vie urinarie, mentre la presenza di rari batteri può indicare una contaminazione del campione, di contro la presenza di miceti si può riscontrare nelle infezioni micotiche ed è di frequente riscontro nelle urine dei soggetti diabetici in presenza di glicosuria. Nelle urine si può osservare anche la presenza di spermatozoi, il cui reperto casuale non riveste significato patologico, ma va comunque valutato in base all'età, all'attività sessuale e alla presenza di eventuali alterazioni prostatiche e delle vie genitali, di muco, che può avere significato fisiologico o in alcuni casi essere la spia di un processo infiammatorio e di corpi grassi.