Azotemia

L'azotemia è la misura della concentrazione dell'azoto non proteico contenuto nel sangue, quindi in ultima analisi è la misura della concentrazione ematica dell'urea. L'urea, elemento catabolico di scarto che deriva dalla degradazione delle proteine, è prodotta nel fegato che la riversa nel torrente circolatorio da cui arriva ai reni dove viene filtrata ed eliminata con le urine. Per quanto detto, l'azotemia viene utilizzata per il monitoraggio della funzionalità renale, ma è necessario tenere presente che si tratta di un parametro che varia in base all'età ed al sesso, infatti tende ad elevarsi fisiologicamente con l'età ed è generalmente più basso nelle donne, ma può anche subire variazioni correlate alla dieta o ad altre patologie non di ambito nefrologico. Valori di azotemia più elevati di quelli di riferimento segnalano che il meccanismo di depurazione renale degli scarti azotati funziona in maniera imperfetta e che vi è quindi una insufficiente funzionalità renale, ciò può essere dovuto a malattie renali acute e/o croniche, da ostruzione delle vie urinarie o da riduzione del flusso ematico a livello renale, ma, come accennato, anche ad altre cause come la disidratazione ed il digiuno, traumi, alcune malattie infettive, infiammazioni, una dieta iperproteica, un'attività fisica che causi un elevato catabolismo muscolare, alcuni farmaci con effetto catabolico. Tutto ciò fa si che l'azotemia sia un parametro imperfetto per la valutazione della funzionalità renale ed i suoi valori devono sempre essere interpretati nel contesto clinico del paziente ed in associazione agli altri parametri di funzionalità renale. Valori di azotemia inferiori a quelli di riferimento hanno generalmente un significato diagnostico meno importante e possono essere dovuti principalmente ad iperidratazione, malnutrizione con dieta ipoproteica o gravidanza.