Proteinuria e microalbuminuria

Proteinuria

La proteinuria è la misura della concentrazione delle proteine presenti nelle urine, parametro che riveste una notevole importanza nella valutazione della funzionalità renale. Di norma le proteine presenti nel torrente circolatorio (albumina, globuline ecc.) non riescono a passare il filtro renale a causa delle loro elevate dimensioni molecolari, vi sono però situazioni patologiche a carico del rene in cui l'apparato glomerulare deputato alla filtrazione viene danneggiato e quindi non è più in grado di trattenerle, le proteine sieriche a questo punto passano nelle urine e possono essere valutate. In condizioni normali piccole quantità di proteine passano il filtro glomerulare, ma vengono in parte riassorbite nei tubuli, per cui si parla di proteinuria solo quando la concentrazione delle proteine urinarie supera determinati valori. La proteinuria viene classificata in base alla causa ed alla sua durata, per cui si parla di proteinuria transitoria, ortostatica e persistente. La proteinuria transitoria è piuttosto comune e di scarso significato clinico, si rileva occasionalmente in un campione di urine con sua successiva scomparsa, è causata da stress, febbre, traumi ed attività fisica intensa. La proteinuria ortostatica è anch'essa di scarso significato clinico, è tipica degli adolescenti e dei soggetti magri e con accentuazione della lordosi lombare, la sua eziopatogenesi e di origine ancora incerta; in ogni caso la proteinuria da posizione eretta scompare se i campioni di urina sono raccolti immediatamente dopo il risveglio. La proteinuria persistente è la forma clinicamente rilevante, di norma rappresenta la spia di un processo nefropatico (malattia primaria a livello renale) o sistemico (nefropatia secondaria ad altre patologie quali ad esempio insufficienza cardiaca e diabete mellito). Nelle proteinurie persistenti maggiore è l'entità del danno renale e maggiore sarà il livello di proteine eliminate con le urine, nei casi più severi si osservano proteinurie con più di 3000 mg/die; in queste situazioni il paziente presenta i segni della cosiddetta sindrome nefrosica con edemi sottocutanei diffusi, ipoalbuminemia, dislipidemia ed ipercoagulabilità e spesso presenza di lipidi nelle urine.

Microalbuminuria

La microalbuminuria indica la presenza di albumina nelle urine in concentrazioni piccole ma comunque significative dal punto vista clinico. Si tratta di un esame che riveste particolare importanza come indicatore precoce di nefropatia, soprattutto per quel che concerne la nefropatia diabetica. Nel diabete, infatti, l'iperglicemia cronica causa con il tempo danni a livello dei capillari del glomerulo renale con conseguente aumento della loro permeabilità che permette a sostanze normalmente trattenute nel sangue di passare nelle urine; in questa situazione l'albumina è una delle prime sostanze a passare, ben prima del conclamarsi della patologia renale, da qui il suo utilizzo come marcatore precoce di danno renale. Nelle urine normalmente viene escreta una piccolissima quantità di albumina (meno di 25 mg/L), per microalbuminuria si intende una situazione in cui l'eliminazione di albumina varia tra 30 e 300 mg/L, mentre per valori superiori si parla di albuminuria franca, conseguenza, quindi, di una nefropatia conclamata. La microalbuminuria viene utilizzata anche per la prognosi ed il monitoraggio dell'evoluzione della nefropatia con il tempo e con l'eventuale terapia.