Iodio e funzione tiroidea

La tiroide e lo iodio costituiscono un binomio imprescindibile per la nostra salute; da un lato gli ormoni tiroidei esplicano le loro funzioni su tutte le cellule dell'organismo regolandone il metabolismo, dall'altro per poter essere sintetizzati hanno necessità che vi sia disponibile dello iodio. Facendo un paragone lo iodio rappresenta per gli ormoni tiroidei ciò che il ferro rappresenta per l'emoglobina. La tiroide produce due ormoni: il T3 contenente tre atomi di iodio ed il T4 che viceversa ne contiene quattro; in effetti la tiroide produce prevalentemente T4 anche se l'ormone attivo è il T3 che viene in gran parte ottenuto a livello dei tessuti periferici estraendo un atomo di iodio dal T4. I due ormoni viaggiano nel sangue legati a proteine di trasporto, di cui la principale è detta TBG, da cui si staccano per poter svolgere il proprio compito. Proprio per questo si parla di FT3 ed FT4 ossia di ormone libero (free) dal legame con le proteine di trasporto. Vedi anche "La diagnotica di laboratorio della tiroide"

Detto questo ci rendiamo subito conto che senza lo iodio la sintesi degli ormoni è del tutto impossibile, e che quindi abbiamo una costante necessità di reperire un elemento che il nostro organismo non produce. Lo iodio infatti è di derivazione alimentare e viene assorbito a livello intestinale ed eliminato prevalentemente dal rene. In caso di carenza di iodio l'organismo riduce inizialmente la sua eliminazione renale, aumentando sia l'assorbimento intestinale che la captazione tiroidea, se la carenza permane o si aggrava avremo uno sbilanciamento del rapporto tra FT4 ed FT3 a vantaggio di quest'ultimo ed un incremento dei valori del TSH che è alla base prima dell'iperplasia e poi della formazione del gozzo tiroideo sino a giungere ad una condizione ormonale di ipotiroidismo conclamato. Vedi anche "Tiroide infertilità e gravidanza".

La carenza di iodio costituisce in questo momento un problema di salute pubblica riguardando una discreta percentuale della popolazione mondiale tanto che più volte l'OMS si è occupata di questo problema. Anche in Italia purtroppo abbiamo un'alta incidenza di carenza iodica che verosimilmente interessa in modo più o meno grave circa 5 milioni di persone. Mappa della carenza iodica nel mondo Si calcola che il fabbisogno di iodio giornaliero sia di 150 μg/die nell'adulto, 90 μg/die nel bambino, 120 μg/die nell'adolescente e 250 μg/die in gravidanza ed allattamento. I principali alimenti che contengono iodio sono il latte, le uova ed il pesce. Di seguito è elencato il contenuto di iodio in alcuni alimenti:

Latte 10 - 20 μg/100 ml

Uova 70 μg/100 gr

Pesce 100 - 120 μg/100 gr

Crostacei 300 μg/100 gr

Molluschi 80 μg/100 gr

Le carni ed i pesci d'acqua dolce contengono moderate quantità di iodio, circa 5 μg/100 gr mentre cereali, pane, pasta, frutta e verdura arrivano al massimo a 3 μg/100 mg. Nei latticini e nei formaggi il quantitativo è significativo e dipendente dalla stagionatura. In ogni caso la concentrazione negli alimenti varia, anche in modo rilevante, per una serie di fattori dipendenti dalla concentrazione di iodio nell'acqua piovana e quindi nel suo passaggio nel ciclo degli alimenti, bisogna inoltre ricordare l'uso di mangime iodato. Una del soluzioni adottate per aumentare l'assunzione di iodio è quella di utilizzare il sale iodato che deve essere disponibile in tutti gli esercizi commerciali che vendono sale ed è utilizzato per legge nella ristorazione collettiva (Legge 55 del 21.03.05); Visto che il sale deve essere assunto con moderazione per la nota associazione con i quadri ipertensivi, è necessario avere un giusto equilibrio tra assunzione di iodio e assunzione di sale, in altre parole poco sale ma iodato.

Per chi vuole saperne di più http://www.who.int/vmnis/iodine/status/en/